SPOSARSI IN CHIESA

matrimonio

Se avete deciso di consacrare il vostro amore davanti a Dio tra le prime cose a cui penserete ci sarà la scelta della chiesa.
Fino a qualche tempo fa era possibile scegliere con molta libertà la chiesa dove sposarsi; oggi invece quasi tutte le diocesi italiane sono propense a non concedere l'utilizzo di chiese per celebrazioni matrimoniali quando non ci sia un legame con la chiesa dove si intende celebrare il matrimonio.
In altre parole, il criterio che viene perseguito è che gli sposi debbano celebrare il matrimonio nella chiesa della comunità dove risiedono o dove risiederanno. Questo per far si che la comunità cristiana veda che ci sono degli sposi, cosa che, oltre che bella in sè, è anche motivo di conforto per l'intera comunità.
Tutto questo è entrato in vigore il 28 novembre 2004 con “l’adattamento del rito matrimoniale
in chiesa”. Nel dettaglio, le novità introdotte dagli ultimi studi teologici circa l’unione sacramentale del matrimonio vogliono ulteriormente sottolineare che il matrimonio è un evento fondamentale nella vita della singola coppia ma anche della comunità cristiana. Pertanto diviene significativo celebrare le nozze nella parrocchia d’appartenenza per dare modo a tutti di partecipare al rito.
La presenza dello spirito santo viene invocata con l’atto dell’imposizione del velo al momento della benedizione nuziale. La terza figura della Trinità rende la coppia strumento dell’amore di Dio nella vita quotidiana. Il rito matrimoniale viene inserito nella “Liturgia della parola” e non nella “Liturgia Eucaristica” così da rispettare in quanti partecipano al matrimonio un personale cammino di fede e crescita religiosa.

I DOCUMENTI RELIGIOSI
- Battesimo. Si richiede presso la chiesa in cui è stato celebrato il sacramento. Ha validità sei mesi. Qualora non sia reperibile può essere sostituito dalla dichiarazione di un testimone.
- Cresima. E' necessario avere ricevuto il sacramento prima del matrimonio. Se il documento non è reperibile si può sostituire con un giuramento da parte dell'interessato.
- Stato Libero ecclesiastico. Viene normalmente redatto dal parroco.

I CORSI PREMATRIMONIALI PRIMA DEL FATIDICO SI...
La preparazione al matrimonio religioso viene conseguita attraverso i “corsi prematrimoniali” che si svolgono in quasi tutte le parrocchie. Si protraggono per un breve periodo e non sono strettamente obbligatori anche se a volte suonano come tali e necessari per ricevere il “consenso” alle nozze da parte della Chiesa. In realtà questo percorso formativo non è limitato solo all'espletamento delle pratiche per la celebrazione matrimoniale, ma abbraccia le diverse fasi della vita dell'uomo e della donna. Il corso è basato su incontri con altre coppie, che si stanno preparando insieme al sacramento del matrimonio, condividendo le proprie esperienze di fede, per comprendere intimamente il significato del “grande passo”; s’approfondiscono temi sui valori umani, sulla vita coniugale e familiare, sui valori propri del sacramento e della famiglia cristiana. Viene posto l’accento sul rispetto fra i fidanzati, nonché sulla lealtà e sulla fedeltà; diventa un corso d’interiorizzazione qualora certe nozioni non fossero intrinseche e connaturali ai futuri coniugi. Il percorso non può durare meno di tre mesi, periodo durante il quale si prepara insieme la celebrazione della liturgia matrimoniale. Solitamente i corsi sono tenuti di sera, un paio di volte alla settimana, proprio per permettere alla coppia di essere presente, libera da impegni lavorativi.

I corsi prematrimoniali, vengono organizzati e gestiti dalle singole Parrocchie secondo linee guida specifiche del Direttorio e del Sinodo Diocesano:

a) affinché gli itinerari di preparazione possano svolgersi con la dovuta serietà e calma è opportuno che i fidanzati che desiderano celebrare il matrimonio sacramentale si presentino in Parrocchia almeno un anno prima, in modo da concordare con i sacerdoti e i responsabili della pastorale matrimoniale un cammino di fede adeguato alle esigenze e alle possibilità dei nubendi. I Rettori di chiese, al momento della prenotazione della chiesa, che non dovrà superare un anno di attesa dalla celebrazione, invitino i fidanzati a prendere contatto con i parroci che rilasceranno un attestato per presa visione;

b) la preparazione sia impostata come un vero e proprio itinerario di evangelizzazione e catechesi, di riscoperta della fede in Gesù Cristo e nella Chiesa e di approfondimento delle proprietà fondamentali del matrimonio cristiano.La durata non sia inferiore ai dieci incontri. I gruppi siano piccoli e seguiti in permanenza da un'équipe di catechisti appositamente formata. Si concluda il cammino con una giornata di spiritualità e di fraternità. Per favorire la conoscenza e l'incontro della coppia con la parrocchia in cui andrà ad abitare, si ricerchino durante l'itinerario forme di contatto tra i fidanzati e il futuro parroco;

c) è necessario che ogni comunità parrocchiale si attivi per essere in grado di offrire questi itinerari di fede, anzitutto ai propri fidanzati, a meno che situazioni particolari non consiglino di svolgere questi incontri a livello inter-parrocchiale. E' comunque opportuno stabilire un coordinamento tra le parrocchie della stessa prefettura sul piano della durata, del programma e delle giornate della settimana, con l'orario in cui si svolgono gli itinerari, per permettere ai fidanzati di poterne usufruire agevolmente. Accanto agli itinerari comunitari e in stretto collegamento con essi restano sempre necessari e insostituibili i colloqui pastorali che il Parroco è tenuto a svolgere con i nubendi, in modo da stabilire con ciascuna coppia una conoscenza e un rapporto più personalizzati;

d) la partecipazione a questi itinerari di preparazione al matrimonio deve essere considerata moralmente obbligatoria, senza peraltro che la sua eventuale omissione costituisca un impedimento per la celebrazione delle nozze. E' necessario tuttavia venire incontro alle difficoltà dei fidanzati prevedendo per loro forme diversificate di accompagnamento;

e) in questo ampio contesto di preparazione assume la sua specifica importanza anche la preparazione liturgica alla celebrazione. In essa si dovrà avere una cura particolare per creare nei fidanzati le disposizioni di fede e di conversione, necessarie alla celebrazione del sacramento della penitenza;

f) Questa preparazione immediata alla celebrazione ha come sede più idonea la chiesa ove si celebra il matrimonio ed è perciò un obbligo del clero a cui essa è affidata, eccettuati i casi in cui il rito del matrimonio è celebrato dal sacerdote che ha curato la preparazione al matrimonio.


L'OFFERTA

Se vi sposate in chiesa è richiesta un'offerta, che è libera.
L'offerta serve a coprire le spese per la cerimonia (luci, addobbi, riscaldamento, etc..) con l'esclusione dei fiori che sono a carico degli sposi.
In alcuni casi può capitare che il parroco suggerisca un certo importo per l'offerta: la nostra idea è che questa richiesta avvenga perchè, non avendo idea di quanto dare, alcuni sposi hanno dato offerte molto contenute.
E' un suggerimento e prendetelo come tale: se potete, date, se non potete fatelo presente e date quello che vi sentite di poter dare.

L'INGRESSO IN CHIESA
Il galateo impone regole ben precise sull’ordine di comparizione e di ingresso di quelli che a ragione possiamo definire gli attori della giornata. In particolare, lo sposo deve entrare per primo accompagnato a braccetto dalla madre, posizionata alla sua sinistra. Arrivato innanzi all’altare, prende posto di fronte alla sedia di destra. Qui rimane in attesa della futura sposa, che arriva stretta al braccio sinistro dal padre. Arrivata all’altare, di fronte alla sedia di sinistra, il padre, dopo averla baciata sulla guancia, la consegna al futuro marito. In assenza di uno dei due genitori, può compiere lo stesso rituale una sorella, nel caso dello sposo, e un fratello in quello della sposa.

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